CODICE PENALE UNIVERSALE
CAPO 1 – LE FONTI – Art.1 – Il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace formula il Codice Penale Universale per la difesa dell’Uomo e della Umanità da valere nei confronti di tutti gli Stati aderenti e non al Parlamento Mondiale e lo approva e lo promulga quale Organo – Internazionale tra gli Stati – Legisletivo, Tutore e Preventivo per la difesa dell’Uomo e della Umanità.
La normativa del Codice Penale Universale trova la propria Fonte nella Carta Costituzionale del 15 Dicembre 1975 e nella Carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana del 15 Gennaio 1976.
La Corte Suprema di Giustizia per la Protezione della Vita è Organo Supremo decisorio in merito ai delitti comunicati al Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace.
CAPO 11 – SOGGETTI – Art.2 – Lo Stato è soggetto attivo di reato qualora, a seguito di una propria normativa istituzionale e ordinaria, opera contrariamente ai principi sanciti dalla Carta Costituzionale e dalla Carta Internazionale sulla Protezione della Vita, del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace.
Art.3 – L’Uomo è soggetto attivo di reato qualora opera contrariamente ai dispositivi della legge istituzionale e ordinaria del proprio Stato, che rispetta nella propria normativa istituzionale e ordinaria i principi sanciti dalla Corte Costituzionale e dalla Carta Internazionale sulla Protezione della Vita, del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace. L’Uomo in tal caso è sottoposto alle sanzioni previste dal Codice Penale del Proprio Stato.
L’Uomo, che riscontra, nella legislazione istituzionale e ordinaria del proprio Stato, norme contrarie ai principi sanciti dalla Carta Costituzionale e dalla carta Internazionale sulla Protezione della Vita deve rivolgersi, indipendentemente dall’essere la persona offesa, al Parlamento Mondiale, che opererà a mezzo della Corte Suprema di Giustizia per la Protezione della Vita e la denuncia può essere inoltrata direttamente alla Presidenza della stessa Corte Suprema.
Art.4 – La Donna è equiparata all’Uomo.
CAPO 111 – DEI DELITTI – Art.5 – Sono delitti contro l’Umanità gli atti dello stato diretti ad attuare :- genocidio, strage, razzismo, immigrazioni ed emigrazioni di intere popolazioni, aborto, persecuzioni politiche e religiose, coltivazione illegale e spaccio di droga specie a minorenni e giovani, mancata o negata assistenza sanitaria ai bisognosi ed errori sanitari, sofisticazione artificiosa dei cibi.
Art.6 – Lo Stato perpetra delitto contro l’Uomo nell’attuare e nel permettere aborto, esilio, arresti illegali e carcerazioni preventive a lunga scadenza, tortura fisiche e morali, persecuzioni poliziesche giudiziarie, sequestri di persona e tangenti, tratta delle bianche e di minori, prostituzione minorile, pornografia, violenze sessuali su donne e bambini, sfruttamento e lavoro di minori.
Art.7 – E’ delitto contro lo Stato l’attività del cittadino diretta a danneggiare il proprio Stato, favorendo, in pace e in guerra, gli interessi di uno Stato straniero, intaccando così il sano equilibrio internazionale
Lo Stato che non punisce tale comportamento o addirittura lo legalizza si rende direttamente responsabile di delitto contro la stessa propria collettività umana statualmente organizzata.
Art.8 – Lo Stato perpetra delitto contro la Fauna nel non evitare:- maltrattamento, brutalità, servizie e vivisezione degli animali, caccia spietata e abbandono degli animali domestici.
Art.9 – Lo Stato perpetra delitto contro la Flora nel non evitare:- incendi dolosi contro boschi, foreste, selve e piantagioni, abbattimento sconsiderato di alberi e piante.
Art.10 – Lo Stato perpetra delitto contro l’Ambiente naturale nel non evitare:- inquinamento ed avvelenamento (pesticidi ed altre sostanze velenose, smaltimento incontrollato di rifiuti e detriti) di territori, coltivazioni, acque marine, fiumi, torrenti e laghi, esperimenti nucleari nel sottosuolo, nel mare e nell’atmosfera, costruzioni abusive ed intensive.
CAPO 1V – SANZIONE – Art.11 – Contro lo Stato colpevole dei delitti previsti dagli articoli elencati nel Capo 111, si applicano le sanzioni applicate dagli articoli 10, 11, 12, 15, 19, e 20 della Carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana del 15 Gennaio 1976.
Art.12 – Contro l’Uomo, che nelle proprie funzioni e cariche di Rappresentante di uno Stato, si è reso colpevole dei delitti elencati nel Capo 111, si applicheranno:- la pena dell’ergastolo con o senza lavoro coatto oppure la reclusione a tempi determinati oppure la radiazione perpetua od a tempi determinati dalle cariche pubbliche-politiche oppure una elevata multa.
Art.13 – In applicazione dell’Articolo 12 – il genocidio, la strage, il razzismo – inteso come degradazione della legittima tutela della Stirpe, l’immigrazione e l’emigrazione di intere popolazioni, l’aborto, le persecuzioni politiche e religiose, la coltivazione illegale e lo spaccio di droga specie ai minori, sono puniti con l’ergastolo a lavoro coatto.
La negata o mancanza assistenza sanitaria ai bisognosi come agli errori sanitari e la sofisticazione artificiosa dei cibi, sono puniti con la reclusione a tempo da determinarsi secondo la gravità e la recidività del delitto.
I delitti quali l’esilio e gli arresti illegali sono puniti con l’ergastolo, la Reclusione, la Radiazione dagli Uffici pubblici e politici e con la multa molto elevata secondo la gravità e la recidività del delitto.
CAPO V – AZIONE – Art.14 – Tutti i cittadini delle Nazioni, i quali hanno conoscenze di persone che si trovano nelle gravissime condizioni di perseguitati, torturati, detenuti ed esiliati, possono adire il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace in loro difesa. I cittadini che si trovano nelle condizioni descritte nel comma precedente hanno l’obbligo di adire il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace in proprioa difesa. La denuncia va inoltrata al Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace oppure alla Corte Suprema di Giustizia per la Protezione della Vita.
Art.15 – Il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, in applicazione della decisione della Corte Suprema di Giustizia per la Protezione della Vita ed a favore dei cittadini, che hanno fatto al medesimo ricorso, procederà contro gli stati responsabili ed i loro rappresentanti legali, applicando gli articoli 10 e 14 della carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana.
CAPO V1 – PREVENZIONE – Art.16 – Il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace si adopererà affinchè gli stati del Mondo aboliscano le “polizie militari” impiegate in abiti civili contro i cittadini nonché le “polizie segrete”.
Altresì nominerà Alti Commissari Internazionali onde prevenire ed eliminare ogni forma di illegalità costituzionale, che possa verificarsi nelle Nazioni finite sotto regimi tirannici ed assolutistici anche in veste di organizzazione pseudo democratica.
Art.17 – Il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace ha diritto di sorvegliare le Nazioni, in applicazione dell’articolo 17 della Carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana del 15 Gennaio 1976.
Art.18 – Il Parlamento Mondiale creerà, attraverso contributi versati dagli Stati aderenti, un Fondo Internazionale diretto a favorire la propria operatività nonché l’assistenza per i Perseguitati, per i Detenuti riconosciuti innocenti e per gli invalidi da tortura . Verrà istituito un apposito Ufficio, nell’interno del Parlamento Mondiale, per la gestione di suddetto Fondo.
ESTRATTI DALLA NORMATIVA DELLA CARTA INTERNAZIONALE SULLA PROTEZIONE DELLA VITA UMANA DEL 15 GENNAIO 1976
Art.10 – Il Parlamento denunzierà alle Nazioni Unite quegli Stati che attuano le torture poliziesche e le cruenti carcerazioni, nonché le “farse giudiziarie”completate poi dalle condanne a morte.
Art.11 – Gli Stati, che sono pubblicamente incriminati dal Parlamento Mondiale, verranno proposti per l’espulsione dalle Nazioni Unite.
Art.12 – Inoltre i predetti Stati incriminati saranno sottoposti a gravi sanzioni economiche, nonché a totale isolamento politico, sociale, culturale e turistico.
Art.14 – Il Parlamento Mondiale ha la facoltà di intervenire in quelle Nazioni che si sono macchiate dei più orribili crimini, ai danni di liberi ed onesti cittadini, onde poter ripristinare l’ordine, la giustizia e la legalità.
Art.15 – Il Parlamento Mondiale non riconosce alcuna formalità di “ingerenza negli affari interni di uno Stato”, quando questo Stato è incriminato innanzi al Mondo di atrocità, persecuzioni, torture, guerre ed altri abominevoli abusi che provengono dal potere politico-giudiziario, nonché dalle autorità di polizia o addirittura dall’esercito preposto come polizia militare.
Art.17 – Il Parlamento Mondiale ha diritto di sorvegliare le Nazioni, sotto il profilo giuridico internazionale, onde prevenire e reprimere in tempo qualsiasi forma nascente di abuso di potere, che possa trasformarsi in licenza per la tortura e la persecuzione, l’arresto e la carcerazione, l’esilio e la pena di morte. In tal senso, il Parlamento Mondiale s’informerà delle situazioni, mettendosi in diretto contatto coi relativi Governi, attraverso i Ministri degli Esteri, dell’Interno, della Giustizia e dell’Esercito.
Art.19 – Il Parlamento Mondiale propone alle Nazioni Unite di applicare gravi sanzioni economiche a quegli Stati che impiegano le armi atomiche, come espedienti estremi di guerra, facendole esplodere nell’atmosfera, nel mare e nel sottosuolo.
Art.20 – Se dopo le sanzioni economiche codesti Stati dovessero continuare i loro esperimenti nucleari, si potrà provvedere ad espellerli dalla Organizzazione delle Nazioni Unite.
PERMANE LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO
LA RESPONSABILITA’ DEGLI STATI SULLA VITA SOCIALE E SULLE LIBERTA’.
di Viktor Busà Lord Presidente del Parlamento Mondiale degli Stati
Da oltre due anni si combatte una guerra assurda e fuori dal tempo, che ha visto nella Bosnia Erzegovina migliaia e migliaia di vittime innocenti, soprattutto bambini. Purtroppo questo conflitto etnico-religioso tra Serbo-bosniaci e Musulmani di Bosnia, continua ancora oggi, benché i responsabili politici di queste due fazioni in lotta, abbiano sottoscritto un accordo per il “ cessate fuoco” prima, e per una “tregua a tempo indeterminato”dopo, con la garanzia di un Rappresentante delle Nazioni Unite.
Recentemente abbiamo assistito con impotente disagio all’immane sterminio commesso nel Ruanda, durante la guerra civile che ha visto contrapposte due tribù, gli Hutu e i Tutsi. Anche lì, migliaia e migliaia sono state le vittime, in special modo i bambini, donne e vecchi. Oggi si accende un altro conflitto, simile al precedente, nel vicino Stato del Burundi, e di già si contano le prime centinaia di morti. E che dire poi di altre guerre e guerriglie, alquanto sanguinose, di cui si tace o si cerca di minimizzare nel riferire all’opinione pubblica internazionale?
Ricordiamo, in primis, la guerra tra Russia e Cecenia, con migliaia di vittime d’ambo le parti; i coflitti sanguinosissimi tra Turchi e Curdi ed Iracheni e Curdi, quest’ultimi “colpevoli”di rivendicare la libertà del Popolo e la propria sovranità come Stato Indipendente.
Ed ancora il recente conflitto, per fortuna di poca durata, tra il Perù e l’Ecuador, per l’accaparramento di un vasto territorio di confine ricco di miniere d’oro. Un’altra minaccia per la fragile pace viene dal continuo logoramento politico-sociale tra il Governo Israeliano ed i Palestinesi di Yasser Arafat, relegati sulla Striscia di Gaza, dopo un Accordo di Pace firmato a Washington, con l’avvallo del Presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton. Ancora, dobbiamo fare i conti con l’Integralismo Islamico, promosso dall’Iraq, dal Sudan, dall’Iran e da altri Stati Musulmani osservanti del Corano, e che compie attentati sanguinosi e devastanti in Algeria, Egitto, India, Pakistan e Turchia.
Senza contare che nel Giappone una fanatica setta religiosa aveva progettato l’eliminazione di oltre dieci milioni di persone con il gas nervino, dopo avere già compiuto un vile attentato nella Metropolitana di Tokyo, provocando la morte di circa un migliaio di ignari cittadini. Da questi fatti allucinanti, si può constatare che oggi la vita umana non è più tenuta in considerazione, perdendo così quella sacralità di valori divini agli occhi dell’uomo stesso, che ne è il beneficiario.
“Homo homini, lupus”, direbbero gli antichi Romani, ma questa nota frase suonerebbe come grave offesa all’amico lupo, tenuto conto che quest’animale, nelle lontane foreste asiatiche, ha perfino allevato ed adottato inermi bambini, abbandonati a morte certa dalle loro snaturate madri. Quindi si deduce chiaramente che l’uomo è la peggiore belva del Mondo con la sua ferocia assassina ed il suo perfido cinismo, soprattutto nelle imprese belliche che sfociano sempre nello sterminio di vittime innocenti, oggi più che mai bambini indifesi ed impauriti.
Volendo studiare questa regressione etico-sociale nell’uomo, dal punto di vista psichiatrico possiamo affermare, senza dubbio, che l’uomo contemporaneo è affetto da una fissazione ossessiva egocentrica, che agisce secondo la propria “forma mentis”, creando così intorno a sé una vita completamente diversa dalla realtà cosmica incui vegeta, con fantasmagorie che esaltano l’odio, la vendetta e lo annientamento per il potere, quest’ultimo applicato secondo il proprio IO allo stato formale e asociale, ossia primitivo-brutale. Questi individui sono ritenuti socialmente pericolosi, soprattutto se essi detengono il potere politico ed il governo dei Popoli: infatti, tali soggetti psicopatici ed irrecuperabili, spesso sono esecutori di ogni sorta di stragi, eccidi, guerre, persecuzioni e torture indicibili, rimedi che loro definiscono come derivanti da una “giustizia efficace per la salvezza dell’umanità”, la cosi detta “pulizia etico-religiosa”.
Spesso questi individui avvertono un gran vuoto mentale che uccide in loro qualsiasi sentimento affettivo, morale e soprattutto spirituale.
Di conseguenza, questi soggetti psicopatici sono istrionici, depressi,fanatici e cinici: essi, facendosi scudo della religione, della patria e della giustizia, calpestano i sacri ed inviolabili Diritti dell’Uomo, come la Libertà e la Vita.
La causa principale di tali parossistici e scatenati sconvolgimenti psichici, purtroppo contagiosi sull’irrazionale e collettivi nell’internazionalità del fenomeno, è l’egocentrismo, un male prodotto dall’ignoranza, dalla superbia, dall’invidia, dall’odio e dalla bramosia del potere e del denaro.
Al punto in cui si trova oggi l’Umanità, le speranze per isolare il male e curarlo con attenzione e rigorosità psichiatrica, sono alquanto minime, tenuto conto che la maggio parte delle Nazioni vive nello squilibrio totale che ha di già bloccato l’evoluzione democratica della riforma alle strutture umane, imponendo così la politica della morte e della distruzione, per innalzare il tempio alle ambizioni ed alle vanità personali, mascherate da falsi sentimentalismi patriottici, religiosi ed etnici.
In questa rapida cronistoria bellica degli ultimi due anni, abbiamo visto che i bambini sono stati le principali vittime dell’odio e della ferocia dei soldati e dei cecchini criminali.
E’ d’uopo ricordare che nel 1959 le Nazioni Unite promulgarono la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini, che è la versione riveduta e corretta di una precedente Dichiarazione adottata già nel lontano 1929 dalla Società delle Nazioni. Purtroppo la carta dei diritti del bambino non comporta un vincolo legale per le Nazioni interessate al problema. A tale imperfezione giuridica è intervenuto il Governo Polacco, che, nel 1978, ha sollecitato la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani a promulgare una Convenzione dei Diritti del Bambino che applicherà i principi della precedente Dichiarazione, vincolando così gli Stati che sottoscriveranno.
Per ragioni di spazio non possiamo pubblicare l’intera Dichiarazione su citata, che consta di ben 10 articoli, ci limitiamo a comunicare che nella Repubblica di Macedonia, precisamente a Skopje, opera la Prima Ambasciata dei Fanciulli “Medjasi”, che si occupa di tutelare nel Mondo, e soprattutto nell’ex Jugoslavia, i diritti dei minori, in principal modo i bambini, oggetto di violenza, di odio e persino di morte da parte degli adulti.
Questa Organizzazione Internazionale è riconosciuta dal Governo Macedone ed applica alla lettera la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini, approvata dalle Nazioni Unite nel 1959 e rinnovata nel 1979. Anche l’Assemblea Generale del Parlamento Mondiale degli Stati per la Sicurezza e la Pace, promulgo la Carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana, documento fondamentale per combattere ogni forma di criminalità e di crudeltà contro il genere umano, il 15 Gennaio 1976.
La Carta, coi suoi 20 Articoli, propugna la difesa della Vita come civile sviluppo delle future generazioni.
Purtroppo è stato fatto pochissimo o nulla per garantire all’umanità tali inalienabili e sacri Diritti, per altro approvati dalle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948 con la ben nota Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e rinnovata con la Carta Internazionale sulla Protezione della Vita Umana emessa dal Parlamento Mondiale degli Stati per la Sicurezza e la Pace.
Soltanto il 2% della Nazioni osserva le succitate Dichiarazioni sui Diritti dell’Uomo, mentre dilagano nel Mondo ogni sorta di persecuzioni poliziesche e giudiziarie, il razzismo, il tribalismo, il fanatismo religioso e settario, l’odio etnico e la politica di morte tanto osannata da certi regimi tirannici e sanguinari. Uno storico evento per il progresso socio-politico dell’Africa, è avvenuto nel 1994 con l’elezione a Presidente della Repubblica del Sud Africa, del Dr. NELSON MANDELA, Leader dell’African National Congress e Premio Nobel per la Pace. Il Presidente Mandela, che subì ingiustamente la prigione per oltre vent’anni, in quanto combattè strenuamente la politica razzista dell’Apartheid di Peter Botha, oggi è considerato l’eroe africano che ha pacificato il Sud Africa, liberando dalla schiavitù e dalla persecuzione razziale l’intero popolo, e conferendo ad esso dignità, indipendenza e giustizia.
Per tale nobile impegno politico, il Consiglio Supremo della Presidenza del Parlamento Mondiale degli Stati per la Sicurezza e la Pace gli ha assegnato il “Trofeo della Pace 1995”.